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Mitch B.: “La prima serata quando ancora non avevo la patente… con il mio babbo che mi aspettava in auto”

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con il dj producer romagnolo Mitch B. La prima parte di questa intervista è disponibile a questo link – http://bit.ly/3sPjgCj – Di seguito invece altre risposte di Mitch B. decisamente interessanti. Perché dietro ogni dj di successo c’è una lunga gavetta, spesso anche sacrifici non solo personali, ma dell’intera famiglia.

Come hai iniziato a fare il dj?

Io ho iniziato nel lontano 1998. L’approccio al djing l’ho avuto semplicemente comprando un mixer economico, e nemmeno sapevo che ci voleva un pitch control in un giradischi, pensavo bastasse quello che avevo in casa… Facendo una scuola di specializzazione, ho affinato la tecnica e capito tutti i vari trucchi… chiaramente la zona in cui vivo (Ravenna, che è vicina a Riccione e a tutto il divertimento romagnolo) mi ha aiutato ad emergere. C’è un alta concentrazione di locali. Tra i primi locali ricordo il Baccara di Lugo e il Bbk di Marina di Ravenna… La prima volta mi ci portò il babbom che oggi non c’è più. Non avevo la patente e lui mi aspettò in macchina per tutta la notte. Anche per ripagare i sacrifici che fece lui al tempo, metto l’anima in questo lavoro.

Ci racconti la tua giornata tipo?

In questo periodo, visto il coprifuoco, ho variato molto le mie abitudini. Sono diventato, per gli orari, una persona normale! Mi alzo molto presto, intorno alle 7:30 e non vado a letto iù tardi di mezzanotte, anche la sera non si può uscire. Mi dedico quasi tutto il giorno alla musica, ascoltando cose nuove, facendo mie versioni di brani che mi piacciono, nel caso lo ritenga opportuno, oppure creando cose mie. Forse spendo più tempo adesso per la musica. Quando invece ci sono serate, parte della giornata te lo porta via la burocrazia (agibilità, fatture, compilazioni borderò, ecc..). Passioni, hobby e lavoro, per me, sono una cosa sola. Sono molto fortunato…

Come vivi questo momento di pandemia?

Ho sempre fatto le cose in regola e per questo ho ottenuto tutto quello che c’era da ottenere sia da SIAE sia dall’INPS, per cui non sono mai stato, sinora, in grave difficoltà. Certo, vivo male la situazione, perchè mi manca il contatto con il pubblico. Non ho la sfera di cristallo, e tantomeno dati analitici sull’andamento della pandemia, ma non ci vuole un genio a capire che ci sono diversi step per tornare a concepire il ballo come lo intendiamo noi. Passaggio dalle diverse zone, eliminazione del coprifuoco, poi del distanziamento… quindi l’attesa per il ritorno alla normalità non credo sarà così breve. Stanno però iniziando ad arrivare le prime chiamate per una possibile stagione estiva, e questo mi fa tornare il sorriso. Il disco mercato è iniziato, se ci lasciano giocare, andiamo a segno di sicuro!

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