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La grande fuga cinematografica: il caso Bugatti

Bugatti - 200 milioni cinema PH Pixabay
Bugatti - 200 milioni cinema PH Pixabay

Cinema: il Paese perde un’occasione irripetibile di rilancio economico a causa di un sistema che non sembra più offrire garanzie

Nella giornata di ieri, il Ministero della Cultura ha vissuto momenti di profonda contraddizione. Due informative ufficiali giunte da Los Angeles il 22 gennaio hanno delineato scenari opposti: da un lato l’entusiasmo della politica per le statuette e dall’altro un duro colpo economico per il comparto industriale nazionale. Se da una parte le istituzioni scelgono di celebrare presenze simboliche agli Academy Awards, dall’altra si registra una fuga di capitali strutturali che mette a rischio l’occupazione e il prestigio del cinema italiano. Nonostante l’impegno diplomatico profuso dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, emerge una chiara difficoltà dell’esecutivo nel garantire la necessaria stabilità amministrativa alle politiche culturali interne, lasciando il settore impantanato in una pericolosa incertezza.

L’entusiasmo del ministero per le nomination simboliche

La Vice Ministro della Cultura Lucia Borgonzoni ha diffuso una nota ufficiale dai toni celebrativi, nonostante la mancanza di pellicole italiane in gara per i premi principali. Il comunicato pone l’accento sulla presenza della bolognese Valentina Merli, parte del team del cortometraggio Two People Exchanging Saliva, e sulla candidatura del brano Sweet Dreams Of Joy tratto dal documentario Viva Verdi!. Secondo le dichiarazioni del Vice Ministro: Spiace che quest’anno non ci sia un nostro titolo in nomination agli Oscar, ma il nostro Paese è rappresentato benissimo. Questa narrazione ottimistica cerca di rivendicare una partecipazione italiana che, tuttavia, non nasconde lo stallo del tax credit e la crisi economica che attanaglia i produttori cinematografici.

La revoca degli investimenti e il trasloco in ungheria

Il paradosso tra la retorica istituzionale e la realtà dei fatti si è manifestato con la decisione di Taic Funding LLC. Il board del fondo, in concerto con diversi istituti bancari internazionali, ha scelto di revocare il finanziamento per la produzione Bugatti – The Genius. Il progetto, che prevedeva riprese tra Milano e Modena nella prossima primavera, si sposterà definitivamente in Ungheria. Come riportato dal settimanale L’Espresso, questa mossa comporterà la perdita di circa 200 milioni di dollari per l’indotto italiano. Le motivazioni risiedono nell’inaffidabilità del sistema contributivo del nostro Paese, caratterizzato da instabilità normativa, assenza di certezze sulle regole degli incentivi e tempistiche burocratiche imprevedibili che scoraggiano i grandi investitori internazionali.

I fondi a fremantle e la gestione delle risorse pubbliche

A rendere ancora più tesa la situazione è l’erogazione di fondi legati al tax credit firmata dal Direttore Generale Cinema e Audiovisivo, Carlo Brugnoni. In questi giorni sono stati concessi alla società Fremantle contributi per un totale di 71.039.451,27 euro. Tale operazione solleva numerosi interrogativi sulla parità di trattamento e sulla coerenza dei criteri applicativi nella gestione delle risorse pubbliche destinate all’audiovisivo. Mentre si assiste alla fuga di investimenti esteri per centinaia di milioni, la distribuzione di queste cifre aggrava il quadro di incertezza del comparto. Risulta quindi fondamentale chiedersi se l’Italia possa permettersi di ignorare la perdita di 200 milioni di dollari mentre si concentra su traguardi marginali, o se non sia giunto il momento di restituire regole chiare e fiducia a chi investe nel cinema.

A cura della redazione
 

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