Michele Bologna: «Mi piace creare, sperimentare e trasformare le idee in qualcosa di concreto»
Michele Bologna, ci parli di te. Come ti descriveresti a chi ancora non ti conosce?
Parlare di me non è mai semplicissimo! Sicuramente sono una persona molto curiosa. Mi piace scoprire cose nuove e, quando qualcosa mi appassiona, difficilmente riesco a fermarmi alla superficie: sento il bisogno di capire come funziona, provare, sbagliare e poi riprovare.
Ho sempre avuto anche un lato creativo abbastanza forte, anche se probabilmente negli ultimi anni è emerso molto più di prima. Mi piace partire da un’idea e riuscire a trasformarla in qualcosa di concreto. E devo dire che di idee, fortunatamente, me ne vengono parecchie… forse anche troppe!
Di cosa ti occupi professionalmente? È un lavoro che hai sempre voluto fare o avresti immaginato un percorso diverso?
Lavoro come formatore, un’attività che mi piace e che negli anni mi ha dato tanto. Soprattutto, mi ha insegnato a rapportarmi con persone molto diverse tra loro e a cercare sempre il modo migliore per trasmettere qualcosa agli altri.
Poi c’è Handcrafted Essence, che rappresenta un’altra parte molto importante della mia vita. È nato quasi per caso, da una passione e dalla voglia di sperimentare. All’inizio non avrei mai immaginato tutto quello che sarebbe venuto dopo.
Oggi realizzo candele in cera di soia, saponi naturali e oggetti in gesso ceramico. Ma la parte che forse mi diverte di più è proprio quella legata all’invenzione: nuove forme, nuove profumazioni e nuovi prodotti.
Non rinnego quello che faccio e non credo sia necessario avere una sola strada nella vita. Si può amare il proprio lavoro e, allo stesso tempo, avere il desiderio di costruire qualcosa di completamente proprio. Ed è proprio quello che sto cercando di fare.
Quali sono le tue principali passioni al di fuori del lavoro?
La tecnologia, sicuramente. Sono sempre stato affascinato dalle novità e da tutto quello che permette di creare qualcosa che prima non esisteva.
Ultimamente mi sono appassionato molto anche alla stampa 3D. Per me rappresenta quasi un’estensione del lavoro che faccio con Handcrafted Essence: posso immaginare un oggetto, disegnarlo, modificarlo e poi ritrovarmelo fisicamente davanti.
Un’altra passione è il mondo delle fragranze. Mi piace fare prove e abbinamenti, anche quando sulla carta possono sembrare strani. Alcuni esperimenti funzionano benissimo, altri decisamente meno! Ma fa parte del gioco.
Alla fine credo che il filo conduttore sia sempre lo stesso: mi piace creare.



Pratichi qualche sport?
Qui devo essere sincero: no, non pratico uno sport.
Gran parte del mio tempo libero finisce inevitabilmente nei miei progetti. Il problema è che quando entro nel mio piccolo mondo creativo perdo completamente la cognizione del tempo. Parto dicendo “faccio solo questa prova” e magari, qualche ora dopo, sono ancora lì.
Probabilmente dovrei trovare un equilibrio migliore… diciamo che è uno dei punti sui quali posso ancora lavorare!
A cosa stai lavorando in questo periodo?
A parecchie cose, come al solito!
Sto lavorando soprattutto alla crescita di Handcrafted Essence, progettando nuove collezioni e nuovi prodotti. Una parte importante riguarda proprio la progettazione 3D, perché vorrei arrivare a creare oggetti e forme sempre più personali e immediatamente riconoscibili.
Contemporaneamente sto portando avanti anche il mio progetto editoriale dedicato al mondo delle candele. Dopo il primo volume, in questo momento sto scrivendo il secondo, nel quale sto cercando di andare ancora più a fondo e raccontare non soltanto la teoria, ma soprattutto quello che ho imparato realmente attraverso prove, errori ed esperienza.
Ho deciso di dedicare questo secondo volume a una persona molto importante per me, che mi ha aiutato tantissimo nel mio percorso con Handcrafted Essence e, in particolare, nel mondo dei mercatini.
Chi li frequenta sa bene quanto possano essere impegnativi: preparare tutto, organizzarsi, montare, smontare e affrontare giornate intere. Avere accanto qualcuno che ti sostiene e ti dà una mano fa davvero la differenza.
È anche un modo per dirle grazie e lasciare qualcosa di concreto che racconti, almeno in parte, quanto sia stata importante in questo percorso. Preferisco non anticipare troppo: la dedica avrà il suo momento.
In questo periodo, insomma, la parola “noia” non fa proprio parte del mio vocabolario.
Qual è invece il sogno che vorresti realizzare?
Sicuramente vorrei vedere crescere Handcrafted Essence. Non penso soltanto in termini di vendite o numeri: mi piacerebbe che un giorno qualcuno vedesse una mia creazione e, ancora prima di leggere il nome, pensasse: “Questa è Handcrafted Essence”. Per me sarebbe una soddisfazione enorme.
Vorrei continuare a sperimentare, imparare e magari arrivare a realizzare progetti che oggi mi sembrano ancora troppo grandi.
Ma se devo scegliere un sogno molto semplice, è quello di non perdere mai la voglia di creare.
Una delle sensazioni che preferisco è avere un’idea in testa, magari non sapere ancora bene come realizzarla, lavorarci per giorni e poi, alla fine, guardarla e pensare: “Ok, ce l’ho fatta davvero”.


