Una vita costruita tra il ring, la professione forense e la famiglia. Nell’intervista con Marianna Pignatelli, Salima Amira ripercorre le tappe della sua carriera e racconta la filosofia che continua a guidarla.
Salima Amira, partiamo dalla sua quotidianità. Com’è oggi la sua vita?
È una vita molto intensa. Non ho un vero e proprio tempo libero, perché sono impegnata praticamente H24. Ma non lo considero un sacrificio. Al contrario, il mio tempo è dedicato proprio a ciò che amo e questo mi fa sentire completa.
Ho avuto anche la fortuna di vivere un grande amore e di diventare moglie e madre. È stata un’esperienza che considero fondamentale nella mia vita e che nessuno potrà mai sostituire, anche se oggi quel rapporto è terminato.


Quando è nato il suo rapporto con lo sport?
Lo sport mi accompagna da sempre. Ho iniziato con il nuoto a livello agonistico e successivamente ho scelto il pugilato.
La boxe mi ha permesso di raggiungere risultati importanti: sono stata titolare della Nazionale italiana, campionessa d’Italia, ho conquistato un bronzo europeo e diverse medaglie internazionali.
Poi, nel 2018, è arrivato il passaggio al professionismo e la conquista del titolo mondiale UBC nei pesi gallo.
E oggi continua ancora a salire sul ring?
Sì. A quarantanove anni continuo a combattere come pugile professionista con licenza straniera. Per me il pugilato non è soltanto una disciplina sportiva. È una parte della mia vita e mi ha insegnato il valore del sacrificio, della costanza e della determinazione.
Come riesce a conciliare il pugilato con la professione di penalista?
Con impegno e organizzazione. Anche la professione di penalista richiede grande dedizione e responsabilità. Sono due mondi diversi, ma entrambi fanno parte di me.
Oggi voglio continuare a portare avanti entrambe le attività, cercando soprattutto di mantenere un equilibrio.
Qual è la priorità per il futuro?
Sicuramente continuare a combattere ancora per qualche anno e proseguire la mia attività professionale. Ma sopra ogni cosa vengono i miei figli.
Voglio dedicare loro tutta l’energia positiva possibile e vederli felici e realizzati. È questo uno degli obiettivi più importanti della mia vita.
C’è qualcosa che desidera ancora realizzare?
Non amo parlare di sogni nel cassetto. I sogni preferisco tenerli nella mente e nel cuore, perché è lì che posso coltivarli e cercare di trasformarli in realtà.
Sono grata per tutto ciò che ho ricevuto nella vita. Quello che arriverà sarà un completamento. Mi affido alla volontà di Allah e la mia preghiera è soprattutto per i miei figli e per la mia famiglia: chiedo protezione, gioia, soddisfazioni e perdono.


