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Marco Reato ricorda il padre durante la 82ª Mostra di Venezia

Marco Reato ph press1

A Venezia una serata speciale e ricca di emozioni ha celebrato la memoria di Aquino Reato, ricordando il suo genio creativo, i suoi sogni visionari e il passaggio di una straordinaria passione per il cinema a più generazioni della stessa famiglia

Un premio per un innovatore che ha cambiato il cinema

Marco Reato ha ritirato a Venezia il prestigioso “Premio Amici per il Cinema”, pensato per ricordare la figura del padre, Aquino Reato. La cena di gala è stata curata da Starlight sotto la guida di Paolo Chiparo, in collaborazione con Scarpatipress, diretta da Fabio Scarpati, con la conduzione di Beppe Convertini. La motivazione del riconoscimento ha messo in evidenza il valore di un percorso straordinario: “Aquino Reato ha trasformato il cinema in un’esperienza di comunità, diffondendo la magia del grande schermo in ogni luogo”.

Al fianco di Marco, la nipote Alessia ha preso parte all’evento, rafforzando il simbolico passaggio di testimone tra tre generazioni profondamente legate al mondo dello spettacolo. La serata ha restituito al pubblico il ritratto di un uomo che, già negli anni Cinquanta, comprese l’impatto sociale delle proiezioni. Con un camioncino e un proiettore 35 mm, Aquino Reato trasformava le piazze dei piccoli borghi in vere sale cinematografiche sotto le stelle, persino in luoghi dove la televisione non era ancora arrivata.

Ricordi e racconti di un’epoca indimenticabile

Marco Reato ha ricordato con emozione: «Ogni proiezione diventava un evento speciale: le famiglie portavano la propria sedia o una coperta da stendere a terra. Quelle immagini rimanevano impresse per sempre nella memoria di tutti». L’ingegno di Aquino crebbe negli anni con progetti sempre più coraggiosi: dai cinema prefabbricati itineranti degli anni Settanta fino al gigantesco schermo mobile inaugurato nel 1984, venti metri per dieci, in grado di ospitare mille persone con audio Dolby Surround. Queste innovazioni confermavano la sua visione lungimirante e il desiderio di non fermarsi mai. «Papà guardava sempre avanti, non si accontentava mai di quello che già esisteva», ha raccontato Marco.

Una passione che scorre attraverso le generazioni

Marco Reato ph press 5

Immerso in quell’atmosfera, Marco iniziò a collaborare fin da giovanissimo all’impresa di famiglia: da maschera e addetto ai manifesti fino a diventare proiezionista a soli tredici anni. «Non ho mai sbagliato un film, mentre ad altri capitava di montare le pellicole al contrario», ha dichiarato con orgoglio. La stessa passione ha guidato anche Alessia, che dopo un’esperienza televisiva ha scelto di perfezionarsi a Los Angeles, inseguendo un futuro nel cinema internazionale.

Il cinema come collante sociale e culturale

La celebrazione veneziana non ha onorato solo la memoria di Aquino Reato, ma ha riaffermato il valore collettivo del cinema: un linguaggio che unisce le persone, crea legami e genera emozioni condivise. «Questo premio appartiene a papà, ma in fondo un po’ anche a me, perché la mia vita è stata segnata interamente dai suoi sogni», ha concluso Marco Reato. La serata ha messo in luce l’essenza più autentica del grande schermo: trasformare ogni proiezione in un’esperienza che lega generazioni diverse e rinnovare ancora oggi la magia che Aquino Reato aveva acceso settant’anni fa.

A cura di Mario Altomura
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